Bidibibodibibù: uomini dopo il primo appuntamento

Signore, sorelle, compagne virtuose unite dal feudo della vagiaina, ho l’ardire di voler toccare un tasto dolente quasi quanto il topic sull’ultimo orgasmo raggiunto l’anno in cui Pippo Franco si accingeva a presentare il Bagaglino. Alimento uno spirito di solidarietà lenitivo, quasi alla stregua di quella Fissan che fa da estintore ai bruciori di culo di piccoli e grandi, e mi accingo a trattare quel rovescio della medaglia da tutte subito come una rettoscopia inferta ad un pertugio costellato di emorroidi tutt’altro che in fase quiescente: la condotta del maschio dopo il primo approccio.

Ebbene, sopravvissute all’ansia avviluppante l’intero lasso temporale che va dalla scelta del push-up ai più strutturati piani di fuga potenzialmente attuabili, quando il primo appuntamento – contro ogni aspettativa leopardiana – scorre liscio come l’olio di una grispedda lungo l’apparato digerente, si fa ritorno a casa tronfie di una qualche grazia elargita dalla Madonna del Pettoruto.

Ma, un po’ come il colpo di scena in parte presagito da qualche ignaro attante – durante un rendez-vous nei cessi della discoteca – con Olympia che all’anagrafe fa Ettore, il pericolo di una ciofeca grande quanto l’autocommiserazione della domenica potrebbe essere dietro l’angolo. Lui, superato il primo contatto con un ottimismo simile a quello provato quel giorno in cui Licia veniva cagata da Mirko, incurante delle sue tappine e del lezzo di fritto, potrebbe in realtà essere il fratello illegittimo di Antonio Brachetti e rivelare la sua gaudente identità qualche ora più tardi.

Ecco la top chart più in voga degli uomini che fanno l’outing della personalità dopo il primo, miracoloso appuntamento:

  • Il mago Silvan; questo comunissimo – quanto sempreverde – esemplare, cela la sua natura da narcisista covert, dietro un faccino gentile, discreto e un modus operandi posato; quasi ti commuovi quando non si gratta i coglioni neanche una volta e ti fissa negli occhi eludendo qualsiasi tentazione di fissarti il décolleté per misurarti la circonferenza mammaria sotto al maglioncino cucito ai ferri da zia Concettina. Galvanizzata da queste risposte da homo sapiens sapiens, torni a casa coltivando la speranza che questa volta potrai evitare di andare in analisi come quel giorno in cui Dylan mollò Brenda per Kelly. MA TI SBAGLIAVI, UMILE PISCIATOIO DA AUTOGRILL. Infatti, questo è l’appellativo che più si approssima al modo in cui questo tipo di individuo ti farà sentire nelle puntate che verranno: utile all’occorrenza. La sua.

    Più anaffettivo del padre di Fantaghirò, pronto a sacrificare la nascitura alla Sacra Bestia, il mago Silvan merita questo username perché si volatilizza ad intermittenza e torna solo quando non ha più un cazzo da guardare su Netflix e ha finito di spolverare i fantasmini del kinder sorpresa sulla mensola della sua stanza. Ma in fondo lui è l’élite, tu devi ritenerti fortunata se ti risponde a monosillabi per messaggi o te l’appoggia in metro per la calca.

    Suggerimento: non perdere tempo con lui. E’ sufficiente quello impiegato ad attendere l’effetto dell’enterogermina tra una scarica e l’altra. Se ci tieni a quello sputo di autostima che ti è rimasta, molla Silvan a spippettarsi di nascosto sulla brillante equidistanza giacente tra i suoi alluci e le altre dita dei piedi.

A te non costa nulla. Per noi è una fonte di soddisfazione enorme.

  • Il James Bond wannabe; il nostro secondo concorrente è quello che più, fra tutti, ricalca un modello di maschio tradizionale. Si narra che nel Cenozoico fosse l’austrolopiteco con meno peli sulle gonadi e più figli sparsi nel raggio di 10 km. Tirato a lucido e galante come Gere in Pretty Woman, questo ominide regala un primo contatto da ovazione sugli spalti. Ti abbaglia con la luce emanata dalla sua dentiera per tutta la serata, raccontandosi come se fosse a Verissimo e tu incarnassi la sua Silvia Toffanin.

    Ti parla dei suoi progetti futuri, dei desideri ammirevoli circa l’intenzione di voler tirare su la famiglia del Mulino Bianco e di quanto lo affascinino gli happy ending sulla stregua di Orgoglio e Pregiudizio. Insomma, se ti vanti di essere una delle minchione che abbocca ancora alla storia sull’esistenza del principe monocromatico, questo sembra essere uscito da una favola. Sì, quella di Pinocchio.

    Infatti, questo bel cavalier servente, è un cumulo ambulante di cazzate abominevoli e se sei discretamente sveglia te ne accorgerai dopo averlo fatto entrare nel tuo talamo con “lov mi laic iu du” in sottofondo. Ebbene, a James non frega proprio ‘n cazzo di trovare l’altra metà della mela e tutte quelle parole vomitate tra un simposio e l’altro. Lui vuole solo scopare, e non con te e basta, ma non ha il coraggio di dirtelo. Al limite lo farà la vicina di casa quando ti mostrerà il volto dello zito sullo sfondo dello smartphone.

  • Il maschio Attak; l’ultimo brillocco made in China, pronto a chiudere la nostra personalissima classifica, è colui il quale durante il primo contatto ravvicinato mostra addirittura di possedere il senso meno inflazionato tra gli esponenti del team dell’uccello: l’udito. Infatti, nel corso della serata, non distoglierà mai l’attenzione dalle tue parole, con la medesima dedizione che un qualsivoglia nipote dimostrerà al cospetto di una nonna in procinto di svelargli l’ingrediente segreto dell’impiulato. Inebriato dalla storia della tua vita, anche quando ad una certa percepisci il disagio di doverlo deludere – perché hai esaurito gli argomenti – e allora parli di quella volta in cui la lanugine ombelicale di tuo fratello era diventato il topic del cenone di Capodanno in famiglia, l’uscita si conclude con il felice proposito di rivedervi. Così, non fai in tempo a varcare la soglia di casa pensando commossa di poter saltare la seduta dalla psicoterapeuta dopo aver sciorinato per 3 ore anche i traumi della scuola materna, che ti arriva un whatsapp: E’ LUI, e sarà sempre lui da ora in avanti.

    Dunque, accantonata la lusinga tenerella e inflazionata della circonlocuzione “sono stato bene con te stasera”, la raffica di messaggi che da quel momento ti pioverà addosso come le sfighe accumulatasi nel 2020 ti farà sviluppare un tic nervoso all’occhio e l’irresistibile voglia di mandare a fanculo anche il rubinetto che perde acqua dall’87. Insomma, se non vuoi rischiare di trovarti la suocera in casa dopo una settimana, pronta a tenere il conto della tua fase ovulatoria per presagire quando potresti rimanere gravida di Martufello – nome del trisavolo della nobile casata d’appartenenza – scappa. Ma scappa subito come se dovessi lasciarti indietro le commesse della Kiko.

Insomma, meglio il cetriolo. O il nunchuck della wii, per le gamer in tendenza. In culo alla balena!

Alessia

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